Archivi categoria: 08 Stagione 2017-2018

Lilith Primavera & nita

“Noi siamo infinito”
Spettacolo di
Lilith Primavera & nita

Lilith Primavera & nita

Ci siamo conosciute nel 2009, progettando insieme ad altre un fantastico festival femminista e queer, la Ladyfest Roma… Da allora, sono stati 9 anni di amicizia, passioni, progetti, cortei, party, litigi, vacanze, emozioni…Tutta questa vita ha preso ogni tanto la forma di piccole creazioni performative… Come questa volta in cui ci siamo ritrovate immaginando un piccolo viaggio per le amiche del Kesbilè. Vi porteremo nei mondi che abbiamo condiviso, nelle passioni che ci hanno avvicinate, tra le muse che ci hanno ispirate. Da Audre Lorde, ad Anna Magnani; dall’antispecismo, al sadomaso. Dalla morbidezza dei Portishead, alla crudezza della tradizione romanesca. A ritmo di basso e di ironia.

Lilith Primavera, performer attiva e attivista sulla scena romana italiana ed europea da anni, fa della sua curiosità motore di ricerca artistica che la porta a cimentarsi in molte forme espressive: dal movimento corporale, al reading, all’organizzazione di eventi, all’interpretazione di canzoni suonando il basso.

nita è una clown che ha affinato gli strumenti comici attraverso fallimenti personali e scivolate inopportune, per poi applicare le conoscenze acquisite alle tematiche che la appassionano: il genere, la sessualità, la libertà, attingendo al pensiero femminista e frocio e utilizzando l’ironia come chiave di lettura.

Foto locandina: Chloe Barreau

 

Francesca Legge

CONCERTO
FRANCESCA LEGGE

FRANCESCA LEGGE
Dalla voce cristallina e potente, di origine salentina ma di adozione romana, propone un repertorio eterogeneo che passa dal rock ai classici del pop, le atmosfere più intime ed i ritmi dance attuali.
Tutto eseguito in chiave acustica: solo la sua voce e l’inseparabile chitarra.

Evento a sottoscrizione riservato alle donne

Scum Box

spettacolo

SCUM Box
Lettura a Juke-Box
da
SCUM Manifesto
di Valerie Solanas

Nel 1970 Valerie Solanas (1936-1988) entra nella New York Public Library e prende in prestito una ristampa del suo SCUM Manifesto, pubblicato per la prima volta nel 1967 dall’Olympia Press come S.C.U.M. Society for Cutting Up Men (Società per l’Eliminazione dei Maschi). Su quella copia la Solanas apporta a penna una serie di correzioni e note a margine: non al suo testo, ma solo alla veste editoriale voluta da Maurice Girodias, fondatore dell’Olympia Press. A cominciare dal titolo: è a Girodias, infatti, che Valerie Solanas attribuisce l’invenzione di SCUM quale acronimo di “Società per L’Eliminazione dei Maschi”, al posto del significato letterale di scum/skʌm/ – in inglese ‘feccia’ – usato dall’autrice nel testo, in riferimento ad una categoria di donne.
Inizialmente autoprodotto e autodistribuito per le strade del Greenwich Village a due dollari per gli uomini e un dollaro per le donne, lo SCUM Manifesto forse non è quello che gli editori di ogni paese ne hanno fatto, dalla sua prima edizione in poi. Non ha a che vedere con rasoi e peni tagliati, né con lo stereotipo della lesbica mangiauomini. Quelle correzioni e annotazioni sulla copia della New York Public Library testimoniano la resistenza di un’autrice all’assimilazione da parte del mainstream dell’industria editoriale e sono la traccia scritta della battaglia che Valerie Solanas intraprenderà per il resto della sua vita per preservare l’autorità morale assoluta sul suo Manifesto.
Con SCUM Box, il testo di Valerie Solanas – nella traduzione italiana di Adriana Apa per Ortica Editrice – è sottoposto allo spazio interpretativo della lettura ad alta voce. Il pubblico ha di fronte a sé quindici titoli che rimandano ad altrettanti brani del Manifesto; mescolati ad essi, i “Fuori Servizio” sono momenti in cui la macchina si inceppa, reagendo al testo e riproducendo altre voci, altri discorsi, preghiere, canzoni. Decidendo l’ordine delle tracce il pubblico è in grado di influenzare uno spettacolo che strutturalmente non sarà mai uguale a se stesso.
SCUM, forse, vuole essere tolto dallo scaffale ed essere riaperto. SCUM, forse, ha bisogno di voci e orecchie nuove. SCUM, la feccia, vuole ancora uscire dalle fogne e tornare a percorrere le strade con le sue visioni.

SCUM Box
voce: Greta Marzano
testi: Valerie Solanas, ad eccezione di
Little Boxes di Malvina Reynolds
Fuori Servizio e Padre Nostro di Greta Marzano

Go fish

CINE VINTAGE KESBILE’

…ma voi l’avete visto questo film? Sarà un piacere rivedere insieme…

GO FISH
di Rose Troche

“Go Fish” esce nelle sale italiane nel 1994 ed è il primo film di Rose Troche che, vent’anni dopo, sarà sceneggiatrice e regista di molti episodi di The L word.
“Go Fish” è un film indipendente, realizzato interamente da donne e si può definire un cult del cinema lesbico.

SINOSSI:
Ely e Daria dividono l’appartamento e hanno come amica comune Kia, una professoressa. Questa sta con Evy, un infermiera, e divide l’appartamento con Max, Un’aspirante attrice.
Kia, Evy e Daria sono convinte che Max e Ely poterebbero mettersi insieme.
Cosa non facile perché Ely ha già un’altra compagna …

GENERE: Commedia
ANNO: 1994
REGIA: Rose Troche
ATTRICI: Migdalia Melendez, V.S. Brodie, T. Wendy McMillan, Anastasia Sharp, Guinevere Turner
PAESE: USA
DURATA: 83 Min
LINGUA: Italiano

Evento a sottoscrizione riservato solo donne